P2P ma non solo
Generalmente per peer-to-peer (o P2P) si intende una rete di computer o qualsiasi rete informatica che non possiede client o server fissi, ma un numero di nodi equivalenti (peer, appunto) che fungono sia da client che da server verso altri nodi della rete.
Fase preliminare

Non c'erano molti client P2P all'epoca, il più popolare, di cui molti parlavano, era WinMX ma la mia magnifica linea 56kb non permetteva granchè, pochi file, molta musica, interminabili code, velocità ridicole. Si riusciva a scaricare veramente poco stando collegati qualche ora, il gioco non valeva la candela.
Fase puerile

Uscì Kazaa, la rivoluzione del P2P. Si trovavano file, si riusciva a scaricare qualche cosa, non solo musica. Il client amichevole permetteva d'interagire con i files, si organizzava la libreria, si correggevano i vari errori dei file, si poteva adirittura avere un antemprima dei file in download.
Venne l'adsl e ci fu il vero boom, ogni contenuto era accessibile, non c'erano limiti, si scaricava in un lampo anche la peggior cazzata che mai si sarebbe voluto vedere/ascoltare. Era P2P allo stato crudo e duro, si scaricava ma nessuno si chiedeva perchè dover anche condividere.
Fase collaborativa

I MB aumentavano, la banda anche, ma Kazaa perdeva colpi,per le accuse e i fake fu presto messo in un angolino. Una nuova rete prendeva piede: Direct Connect. Difficile da settare al meglio, chiedeva qualcosa di diverso all'utente subdolo scaricatore: condividere. Indecizzata la propria libreria multimediale bastava aprire alcuni piccoli mondi (hubs) per far partire le danze. Si faceva la fila (uno dietro l'altro, un negozio alla volta), si aspettava una porticina libera tutta per se, ma alla fine, con grande soddisfazione, si scaricava alla grande.
Quei piccoli mondi iniziarono a richiedere una partecipazione, ci si registrava per aver super mega privilegi (non ben mai definiti) e magari si iniziava a far due chiacchiere: quale il miglior film per passare la serata, dove trovare l'ultima megagalatica compilation e tante altre piccole cavolate. Dalle banali chiacchierate si passò a qualche gioco di gruppo, prima trivia poi trivia e poi ancora trivia. Iniziarono le prime classiche, i primi tornei tra mondi avversari, le prime guerre a base di flood.
Il mio mondo si chiamava "Selvaggio", piccolo ma ospitale, gli utenti tra un trivia e l'altro si rivelarono esser reali persone virtuali. Tanti interessanti user: Dineka, giampero, nikita. Un blockout momentaneo mi catapulto nel mondo "IL CENTRO". I rapporti si svilupparono, il trivia legava il tutto ma si iniziò realmente a ritrovarsi di tanto in tanto per fare una chiacchierata e liberare qualche desiderio multimediale. I mondi crescevano, si riproducevano, si clanizzavano, ma IL CENTRO rimaneva sempre il prediletto. Il capo dei capi, MAGY, conferi a qualche reduce del mondo "Selvaggio" il suffisso "VIP", ero uno *importante* dentro quel mondo. I GB passavano, gli utenti anche, ma un piccolo gruppo rimaneva sempre lì. Ci si confrontava, non solo per discutere sui propri bit immagazzinati, ma anche per le proprie idee sul mondo reale. Dopo svariate migliaglia di caratteri era ora di controllare quel mondo così familiare, MAGY mi promosse ad operatore. Controllavo lo share, controllavo la chat, cacciavo i malvagi e invitavo qualcuno a farci compagnia. Non era più una questione di byte, ma di P2P.
Fase distensiva

Urbani cambiò le carte in gioco, IL CENTRO si fermò ad intermittenza ed un nuovo mondo informatico si avvicinava a me: GNU/Linux. Abbondanai mano a mano la rete DC, ma non i suoi principi. Amule dominava per decenza in questo nuovo ambiente, ma l'aria e le intenzioni non erano le stesse. Si tornava a scaricare, però con la voglia di condividere qualcosa.
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Quest'illegibile racconto (costruito un po' come una lista della spesa) testimonia il mio rapporto con il P2P. Ad oggi continuo ad usare Amule per scaricare e ho introdotto la rete Torrent per fare P2P.
• Nessun commento • Inserisci un commento • Pubblicato il 2 febbraio 2008 •
